Misteri Italiani: Laura Antonelli


Nata a Pola (Croazia) il 28 novembre del 1941, da una famiglia di profughi in cerca di speranze. Approda a Roma nel 1963 dove trova subito piccole parti nei "Caroselli" televisivi. Nel 1965 esordisce al cinema con il film "Le sedicenni" ma la svolta professionale arriva nel 1973 con il film "Malizia" di Salvatore Samperi che la catapulta nell'olimpo dell'immaginario erotico collettivo. Il film è campione di incassi e per Laura Antonelli si spalancano le porte della bella vita; la stampa la definisce "un volto d'angelo su un corpo da peccatrice". Per tutto il ventennio consecutivo l'attrice interpreta molti film di successo ed ha modo di lavorare con i più grandi nomi del cinema italiano come Dino Risi, Giancarlo Giannini, Luigi Comencini, Luchino Visconti e Lando Buzzanca. La vita sembra averle restituito ciò che le aveva tolto nella giovane età, il successo , la fama , i soldi, le feste, i viaggi, i grandi amori . Tutto attorno a lei sembra essere un sogno. Ma il sogno si infrange il 27 aprile del 1991 nella sua villa a Cerveteri quando durante una delle sue tante feste fa irruzione il maresciallo Sollazzo. La scoperta di un vassoio con 36 grammi di cocaina pari a 162 dosi, valore 9 milioni di lire, le spalanca le porte del carcere con una condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi. In seguito viene rinchiusa a causa di crisi mistiche nel Centro di igiene mentale di Civitavecchia. La giustizia italiana si ricorda di lei solo 9 anni dopo , il 17 marzo del 2000, arriva l'assoluzione in appello che la dichiara tossicomane e non spacciatrice. Sempre nel 1991 durante le riprese di Malizia 2000 , idea di Salvatore Samperi nella speranza di sfruttare l'eco del carcere, della vergogna, dello scandalo, le viene insistentemente consigliato un lifting e delle iniezioni di collagene per farla apparire più giovane (nonostante i 50 anni portati benissimo). A causa dell'intervento mal riuscito e dell'allergia al collagene (non riscontrata dal medico), l'attrice si trova il viso sfigurato per sempre. E' in quei mesi di declino e di un meschino abbandono, sola e perduta , inseguita dai fotografi a caccia del mostro, a caccia della regina caduta, che Laura Antonelli pronunciò la sua frase più commovente: «Uso il dolore come una spugna e un po'alla volta cancello le persone che mi hanno fatto soffrire». Da allora il telefono ha smesso di squillare. Gli amici, gli amanti, i conoscenti, tutto dileguato in un mare di menzogne e di cattiverie. Oggi Laura Antonelli vive in un piccolo bilocale nella periferia di Ladispoli (Roma), si mantiene con una pensione Enpas di 500 euro al mese. Della sua ricchezza le resta poco più di nulla, la villa è stata svenduta, i genitori sono morti, l'unico fratello, Claudio, si è traferito da tempo in Canada. Il suo bellissimo corpo oramai deformato dalla solitudine, dagli psicofarmaci, dall'alcool e dalla depressione è ingrassato fino a 100 kg . La mattina si sveglia alle 7. Va in chiesa. Torna. Alle 10 arriva una badante che si occupa della spesa e della casa. Ogni tanto arriva un volontario della Caritas.Va a letto alle 8 di sera. Prega. Qualche volta piange.. Laura Antonelli si sta cancellando dietro un muro di dolore, ha bruciato tutte le sue foto, tutti i suoi ricordi , il suo passato. La sua identità è morta , non accende la televisione, non legge i giornali , non vuole più ricordare quel mondo che le ha aperto le porte del paradiso trasformando la sua vita in un inferno..





















..:: Roger Garth ::..