Il Tilacino


Il tilacino (Thylacinus cynocephalus) era un grande carnivoro marsupiale diffuso da prima nell'intero continente oceanico in seguito in Australia e negli ultimi secoli alienato in Tasmania. I primi coloni europei lo soprannominarono "tigre della Tasmania" ma in seguito la denominazione venne cambiata poiché il Tilacino non apparteneva alla famiglia dei felini ma bensì alla famiglia dei marsupiali e dei canidi. Venne in quindi in maniera più appropriata soprannominato "Lupo della Tasmania". In apparenza, il tilacino somigliava ad un grosso coyote dal pelo corto con una coda lunga e spessa che si estendeva dal corpo come quella dei canguri e con numerose strisce nere verticali sul dorso ed era contraddistinto da un'apertura delle mandibole sorprendentemente ampia. La tasca marsupiale del tilacino si apriva verso la parte posteriore del corpo. La forma della spina dorsale cambiava bruscamente a metà del corpo. L'estinzione Nel tardo Pleistocene e nel primo Olocene, il tilacino era diffuso in tutta l'Australia e isole. Quando però l'uomo, circa 5000 anni fa, introdusse il dingo, un cane inselvatichito, i tilacini furono incapaci di competere e si estinsero. Non si sa per certo quando l'ultimo tilacino in Australia (Tasmania esclusa) si estinse, anche se si ritiene possa essere accaduto 1000 anni fa. In Tasmania, dove il dingo non si era diffuso, il tilacino sopravvisse fin a circa il 1930. La sua completa estinzione fu causata dalla spietata caccia messa in atto dagli allevatori, dalle taglie messe dal governo locale e, negli ultimi anni, dall'avidità dei giardini zoologici d'oltremare. L'ultimo avvistamento ufficiale di un tilacino in libertà risale al 1932, mentre Benjamin, l'ultimo tilacino, morì in cattività nello zoo di Hobart il 6 settembre del 1936. Prima della sua morte fu realizzato un breve filmato in bianco e nero facilmente reperibile in rete che lo ritrae mentre si aggirava per la sua gabbia ignaro di essere l'ultimo esemplare della sua specie . Sebbene ormai sia dato per certo che il lupo marsupiale sia estinto, ogni anno si hanno notizie di presunti avvistamenti (mai accertati) in Tasmania e in Australia. Negli ultimi dieci anni molti studiosi tra i quali il direttore del Museo Australiano di Sydney, Mike Archer, hanno cercato il modo e la possibilità di clonare e riportare in vita il tilacino sebbene fosse un impresa molto ardua e ritenuta "ridicola" dai clonatori della pecora Dolly. Per farlo rivivere gli scienziati avrebbero utilizzato il cromosoma X di un esemplare cucciolo, conservato nell'etanolo da decenni. Purtroppo nel 2005 causa la mancanza di fondi per continuare a sostenere il progetto si è deciso di interrompere il progetto di clonazione, il professor Archer ha precisato: "Con altri colleghi rimaniamo interessati alla ricerca e non credo che l'iniziativa morirà solo perché il Museo non può portarla avanti". D'altronde, ha aggiunto Archer, "la tecnologia fa passi da gigante ogni giorno di più e credo che il dovere della scienza sia di continuare su questa strada". Per gli esperti della rete il mio consiglio è quello di vedere l'ultimo video reperto del tilacino che risale al 1936 su YouTube, sono sicuro che vi darà un emozione. Troppo spesso guardando la storia ma purtroppo anche il nostro presente l'essere umano ha tolto la dignità e la vita di molte specie animali, sterminandole e non considerando che noi non siamo altro che una specie di scimmia più evoluta intellettualmente. Anche se spesso costatando il risultato che ne facciamo della nostra intelligenza forse tanto evoluti non siamo.

 















..:: Roger Garth ::..